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LE TRE A.A.A. PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Bozzano   
Mercoledì 10 Marzo 2010 09:14

LE TRE A.A.A      ( scritto per ricordare un caro amico )

  In una mia visita a Parigi, risalendo le ripide scale di Montmartre e volgendo lo sguardo in alto, mi sono imbattuto in un “ murale “, la cui lettura mi impressionò talmente che gli dedicai l’ultimo scatto della mia antica macchina fotografica. Si trattava di una massima di Epicuro che, tradotta dal francese, recita: “ tra le cose di cui la saggezza si munisce in vista del…raggiungimento ( n.d.t.) della felicità ( di tutta la vita ), di gran lunga la più importante è il possesso dell’amicizia “.

  Ho conservato la fotografia, riprodotta in questa pagina.

  La massima mi è tornata improvvisamente alla memoria in occasione della perdita di uno dei miei amici più cari,forse il più caro di tutti,comunicatami dalla moglie per telefono.Benchè la malattia  facesse presagire la fine, solo un’altra volta avevo provato un dolore così grande da rimanerne sconvolto al punto da non riuscire neppure a pensare.

 Il ricordo di entrambe le circostanze si è ripetuto nel corso di una conversazione sull’amicizia, tenuta dal dott.Nobile presso la nostra Associazione, al termine della quale sono riuscito a darmi una spiegazione circa il senso di quel dolore lancinante: insieme a quell’amico, mi sono detto, se ne era andata un’altra parte della mia vita passata, costituita da ciò che in oltre cinquanta estati di navigazione sulla stessa barca aveva costruito il reciproco, comune sentire.

Finche lui era in vita, ciò che ci accomunava viveva silenziosamente tra noi: senza di lui tutto ciò che ci aveva unito precipitava nel mondo dei ricordi e non mi rimaneva che la consolazione per averlo conosciuto e per ciò che ci eravamo scambiati in un ininterrotto sviluppo di amichevole simpatia.

  Mi chiederete cosa ha a che fare tutto ciò con il titolo del mio articolo: i due episodi mi hanno portato a riflettere su quale possa essere il rapporto e la differenza tra ciascuno dei tre sentimenti che ci legano ad altre persone e che nascono spontaneamente nel momento in cui essi sono corrisposti, talvolta anche inconsciamente: Questi sentimenti sono tre: Amore, Affetto,Amicizia.

  Non saprei come collocarli nella scala della loro importanza: a me sembra che debbano essere considerati sullo stesso piano in quanto, pur nella loro differenza, sono totalizzanti ed escludono qualsiasi riserva o compromesso anche quando convivono, senza mai escludersi.

  Ho provato a definirli separatamente, ma mi sono accorto che qualsiasi separata definizione  sarebbe restrittiva e riduttiva:

-Amore sarebbe soltanto quello fra un uomo ed una donna? Affetto sarebbe soltanto quello tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle? Amicizia sarebbe soltanto il legame di simpatia fra due persone? Io credo di no: i tre sentimenti, nella loro massima espressione, non interagiscono e convivono nell’incessante anelito a raggiungere quella completezza di cui ci si accorge quando le persone amate e gli amici non ci sono più? E’ in quei momenti che mi sono reso conto di essere rimasto solo e, “ per non sentirmi solo “, mi sono rifugiato nella nostra Associazione.

  Roma, 9 dicembre 2009                                                                       Giuseppe Bozzano